I Poteri delle Tenebre. Dracula: il manoscritto ritrovato. Intervista ai traduttori

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Questa è una storia di traduzioni. E di traduttori. E di scoperte. Perché si sa: i “classici” non smettono mai di raccontare la propria storia e “Dracula” di Bram Stoker, dopo oltre 100 anni dalla prima pubblicazione, da decine di adattamenti, da ispirazione per migliaia di altri libri, film, serie tv, giochi, è ancora in grado di far parlare di sé, grazie ad ulteriori segreti da svelare e appassionati “archeologi” disposti a togliere la metaforica sabbia dalle sue pagine.

Abbiamo già parlato qui dell’eccezionale ritrovamento di Hans Cornel de Ross: in Islanda, nel 1900 è stato tradotto il grande successo di Bram Stoker ma il suo “promotore”, Valdimar Asmundsson, non si è limitato a trasporre nella sua lingua il testo di “Dracula”, bensì, ne ha scritta una versione diversa, probabilmente con il benestare dello stesso autore (che ne ha scritto anche la prefazione).

“I poteri delle Tenebre” non è quindi solo il “Dracula” islandese, ma una versione diversa dell’originale, con sfumature proprie, personaggi che non sono presenti nell’originale, e intere nuove scene.

Con “Il Potere delle Tenebre” nella versione di Carbonio Editore ci troviamo davanti ad un formidabile saggio con all’interno un romanzo eccezionale. Oltre alle 200 pagine del racconto, la prefazione di Dacre Stoker – erede diretto dell’autore (10 pagine), l’introduzione di Hans C.de Roos – colui che ha ritrovato il libro dimenticato (47 pagine), e la postfazione di John Edgar Browning, uno dei maggiori esperti di Dracula al mondo (4 pagine). Il tutto corredato da un’ampia bibliografia.

E come se questo già non bastasse a carpirne l’essenza, è possibile esplorare il libro in ogni direzione grazie alle 423 note di traduzione che vanno ad analizzare i significati delle parole originali islandesi, dei contenuti descritti nel libro e fungono da orientamento per il lettore che vuole approfondire i contenuti e le citazioni.

E’ così che il testo, smontato e rimontato, appare nel suo splendore più arcano, nei suoi significati più reconditi, nelle sue atmosfere più cupe e sensuali. Un romanzo perfettamente calato nella realtà del periodo grazie a riferimenti all’attualità dell’epoca come le ricerche sull’ipnosi, le teorie di Darwin (applicate in maniera piuttosto allargata dal Conte Dracula) o ai riferimenti al celebre Arthur Conan Doyle.

Un romanzo rimasto nascosta in bella vista per oltre 100 anni. Un secolo (abbondante) che, però, non è riuscito a scalfire nemmeno in minima parte il fascino di questa storia, dei suoi personaggi e, anzi, riesce ad ammantare di ulteriore mistero e complessità le sue pagine.

Pubblicato per la prima volta in lingua inglese nel 2016, “Il Potere delle Tenebre” è stato finalmente portato anche in Italia da Carbonio Editore che ha affidato la sua traduzione a Maura Parolini e Matteo Curtoni, scrittori, traduttori, amanti ed esperti del genere. Quindi, in ottime mani.

Quindi, quando ci è stata data la possibilità di parlare del “nuovo” Dracula con loro, l’abbiamo colta al volo. Ecco cosa ci hanno raccontato di quella che potremmo definire una avventura anche di traduzione!

Maura Parolini e Matteo Curtoni parlano de “I Poteri delle Tenebre. Dracula: il manoscritto ritrovato” (Carbonio Editore)

IL LIBRO

Nel 1900 lo scrittore islandese Valdimar Ásmundsson tradusse Dracula, il celebre capolavoro gotico del 1897 di Bram Stoker. Lo pubblicò in Islanda lo stesso anno con una prefazione di Stoker, sul giornale da lui fondato e diretto, «Fjallkonan». In realtà però il romanzo che gli islandesi leggevano non era il Dracula che conosciamo…
Eppure nessuno si era mai accorto di nulla, fino a quando, più di un secolo dopo, il ricercatore olandese Hans de Roos ha fatto una scoperta sensazionale: Ásmundsson non si era limitato a tradurre Dracula, ma ne aveva scritta una versione del tutto diversa, rielaborando la trama e aggiungendo nuovi personaggi. Il risultato è un romanzo più breve, più erotico e forse persino più ricco di suspense dell’originale. Tanti sono i misteri che circondano il manoscritto: l’apparato critico a corredo dell’opera fornisce indizi interessanti su un enigma che metterà alla prova gli appassionati di questo classico della letteratura di tutti i tempi.

Prefazione di Dacre Stoker, pronipote di Bram Stoker.
Introduzione e note di Hans Corneel de Roos.
Postfazione di John Edgar Browning.

GLI AUTORI

Bram Stoker (1847-1912), irlandese, è l’autore di Dracula, il celebre romanzo gotico dal successo planetario, apparso nel 1897 e tradotto in più di 30 lingue.

Valdimar Ásmundsson (1852-1902) è stato un traduttore e letterato islandese, fondatore e editore della rivista «Fjallkonan», dove pubblicò, a partire dai primi mesi del 1900, il ‘suo’ Dracula in islandese.

Hans Corneel de Roos è un ricercatore indipendente di nazionalità olandese. Dal 2010 si dedica interamente alla ricerca su Dracula, con risultati sorprendenti. È autore di The Ultimate Dracula e di numerosi articoli, per i quali è stato premiato dalla Transylvanian Society of Dracula.

I TRADUTTORI

Maura Parolini e Matteo Curtoni sono traduttori e scrittori, lavorano in editoria da più di vent’anni, e sono grandi appassionati di horror, cultura gotica, true crime e tutto ciò che è strano. Maura Parolini ha pubblicato, tra le altre cose, manuali di magia, Matteo Curtoni ha pubblicato narrativa sia in italiano che in inglese.

IL BOOKTRAILER

Non Leggerai: intervista ad Antonella Cilento

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Ormai leggere non interessa più a nessuno, poco importa che sia anche vietato per legge: anche a scuola le lezioni sono in video e i compiti vengono filmati col cellulare.

Nonostante vi possa essere il dubbio, non ci troviamo nel presente ma nel mondo distopico creato da Antonella Cilento, dove magari le auto volano ma continuano a crearsi ingorghi e anche la scuola non è detto che sia così diversa dalla nostra, dove piano piano la scomparsa della parola scritta sembra essere più che una possibilità.

Ci troviamo a Napoli, in un futuro non ben definito (ma, come dicevamo, non poi così lontano), all’interno di una scuola dove conosciamo Hope e Farenàit, due ragazzine tanto diverse quanto curiose e ribelli. Contravvenendo alla regola (una delle tante) che impedisce di vedere i volti dei parenti deceduti, fanno in realtà una scoperta che gli cambierà la vita: i libri. Nascosti in una bara troveranno tesori inaspettati… e pericolosi.

Scritto in una lingua a metà tra lo slang adolescenziale e il dialetto napoletano, “Non leggerai” risulta essere un romanzo fresco e avventuroso, che parla di ragazzi ai ragazzi e di adulti agli adulti, i veri assenti (ingiustificati) di questo romanzo che apre ad un futuro – in ogni modo – di speranza.

Per parlarne approfonditamente ho intervistato l’autrice:

Antonella Cilento parla di “Non Leggerai” (Giunti)

“Non leggerai” è uno dei primi titoli della nuova collana ARYA (Autori Romanzi Young Adult) dove scrittori italiani si mettono alla prova per raccontare la generazione Z alla generazione Z, per conoscere e capire, senza giudicare.

IL LIBRO

In tutti i Mondi Occidentali la lettura non interessa più: scomparsi editori e giornali, un Decalogo governativo vieta la letteratura. Le lezioni in aula si tengono in video, gli studenti nelle Scuole Riassunto consegnano compiti filmati con il cellulare. È a Napoli, in una di queste scuole, che Help Sommella, sedicenne tatuata e ribelle, stringe amicizia con una nuova e timida compagna, Farenàit Lopez. Un giorno, Farenàit – che ha una passione per i volti dei morti, doppiamente scandalosa poiché il Decalogo vieta anche di vedere i propri parenti deceduti – ruba una cassa da morto insieme ad Help per spiare un vero cadavere ma, a sorpresa, scoprono che la cassa è piena di romanzi. Con passione crescente iniziano a leggere in segreto, peccato che una gang di giovanissimi camorristi le scopra…

Titolo: Non Leggerai
Autore: Antonella Cilento
Editore: Giunti
Collana: ARYA
Pagine: 208
Prezzo: 14,00 cartaceo (E.11,90 su Amazon) – 8,99 ebook
Data di uscita: 24 aprile 2019

L’AUTRICE

Antonella Cilento

Antonella Cilento è nata a Napoli, insegna scrittura creativa da 26 anni. È fondatrice e direttrice de Lalineascritta Laboratori di Scrittura e coordina SEMA, il primo Master di scrittura ed editoria del Sud Italia in collaborazione con Università Suor Orsola Benincasa. Ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Morfisa o l’acqua che dorme, La madonna dei mandarini, Lisario o il piacere infinito delle donne, Finalista Premio Strega, Premio Boccaccio, La paura della lince, Isole senza mare, Neronapoletano, Una lunga notte, Premio Viadana, premio Fiesole, Premio Greppi. Ha scritto anche un libro per ragazzi, Nessun sogno finisce, due raccolte di racconti, Il cielo capovolto e L’amore, quello vero, e alcuni reportage storici su Napoli: Non è il Paradiso, Napoli sul mare luccica, Bestiario napoletano. Tradotta in numerosi Paesi, ha collaborato con il teatro, la radio e il cinema e, attualmente, con La Repubblica – Napoli e con Grazia.

Incanto. Storie di Draghi Stregoni e Scienziati: intervista a Michele Bellone

Tempo di lettura: 3 minuti

La magia e la scienza sono due materie così distanti, antitetiche o hanno punti di contatto? E’ questa una delle domande alla base di “Incanto”, il saggio scritto dal biologo e giornalista scientifico Michele Bellone per Codice Edizioni.

Il libro si presta a due piani di lettura:
analizzare gli aspetti “magici” attraverso la lente scientifica per capire quanto di “vero” ci possa essere in essi;
riflettere sull’interscambio tra magia e scienza nel progresso e nelle scoperte che hanno cambiato il mondo.

Fantasy, fantascienza e horror (…) nascono dall’incontro fra due pulsioni primordiali: la paura e la meraviglia.
Il timore di ciò che non conosciamo, infatti, è un potente stimolo per la ricerca di spiegazioni e la formulazione di teorie (e narrazioni) che ci consentano di dare un senso al mistero che ci circonda.

Pag.234

“Incanto” si apre con la prefazione di Licia Troisi, astrofisica e acclamata scrittrice fantasy, seguita da un’introduzione dell’autore stesso che apre alle varie sezioni del libro:
– I. Storia naturale dei draghi;
– II. Cenni di ecologia fantastica;
– III. Le trame dell’evoluzione;
– IV. Al di là della vita e della morte;
– V. Le sorgenti del potere;
– VI. Lo spirito e il metallo;
– VII. L’ascesa della tecnologia;
– VIII. Il Mago nella società;
– IX. Stabilire regole, costruire mondi;
– X. Scienza e Incanto.
Conclude il saggio un’ampia sezione bibliografica.

Michele Bellone e Licia Troisi – “Incanto. Storie di Draghi Stregoni e Scienziati”

Per parlare di questo agile saggio, riccamente illustrato e suddiviso per argomenti, ho avuto il piacere di intervistare Michele Bellone.

IL LIBRO

Il fantastico è un genere intriso di magia, eventi misteriosi e creature sovrannaturali, e spesso è percepito come una pura evoluzione nell’irrazionale, nel superstizioso e nel fiabesco. Ma in molte storie di eroi, incantatrici, creature leggendarie e magie di ogni sorta c’è sempre più spazio anche per la scienza. Incanto di Michele Bellone, giornalista scientifico appassionato di narrazioni, è un viaggio alla ricerca della scienza nascosta in molti archetipi della narrativa fantastica.

Come nasce il mito del drago? Cos’hanno in comune maghi e scienziati? Come funziona il martello di Thor? Che impatto hanno avuto i giochi di ruolo sulla codificazione della magia? Queste sono solo alcune domande che Michele Bellone affronta nel libro, cercando di smontare diversi pregiudizi su due mondi tutt’altro che inconciliabili. Perché se la scienza può generare la magia del fantastico, il fantasy può stimolare riflessioni sulla scienza.

Illustrazioni di Elisa Zeitzinger.

Titolo: Incanto. Storie di Draghi Stregoni e Scienziati
Autore: Michele Bellone
Illustrazioni: Elisa Seitzinger
Editore: Codice Edizione
Pagine: 250
Prezzo: 20,00 cartaceo (E.17,00 su Amazon) – 7,99 ebook
Data di uscita: 20 aprile 2019

L’AUTORE

Michele Bellone è biologo e giornalista scientifico, scrive su testate nazionali come “Esquire”, “Le Scienze” e “Wired”. È appassionato di giochi e fiction, e tiene un corso su questi temi al master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste.

Ninfa Dormiente: intervista a Ilaria Tuti

Tempo di lettura: 2 minuti

E’ in libreria da pochi giorni il nuovo romanzo di Ilaria Tuti che, dopo il grande successo di “Fiori sopra l’inferno” (Longanesi), torna con una nuova indagine di Teresa Battaglia, commissario di polizia specializzato in profiling e qui alle prese con un “cold case”.

Al centro del thriller un dipinto del 1945 che racchiude al suo interno ben più di un mistero. Teresa, però, si troverà a combattere una battaglia molto più ardua del previsto perché questa volta il nemico potrebbe essere dentro di lei.

Per parlare di “Ninfa Dormiente” ho avuto il piacere di intervistare Ilaria Tuti. Ecco cosa ha raccontato ai microfoni di Ciao Radio.

IL LIBRO

Li chiamano «cold case», e sono gli unici di cui posso occuparmi, ormai. Casi freddi, come il vento che spira tra queste valli, come il ghiaccio che lambisce le cime delle montagne. Violenze sepolte dal tempo e che d’improvviso riaffiorano, con la crudele perentorietà di un enigma. Ma ciò che ho di fronte è qualcosa di più cupo e più complicato di quanto mi aspettavo. Il male ha tracciato un disegno e a me non resta che analizzarlo minuziosamente e seguire le tracce, nelle valli più profonde, nel folto del bosco che rinasce a primavera. Dovrò arrivare fin dove gli indizi mi porteranno. E fin dove le forze della mia mente mi sorreggeranno. Mi chiamo Teresa Battaglia e sono un commissario di polizia specializzato in profiling. Ogni giorno cammino sopra l’inferno, ogni giorno l’inferno mi abita e mi divora. Perché c’è qualcosa che, poco a poco, mi sta consumando come fuoco. Il mio lavoro, la mia squadra, sono tutto per me. Perderli sarebbe come se mi venisse strappato il cuore dal petto. Eppure, questa potrebbe essere l’ultima indagine che svolgerò. E, per la prima volta nella mia vita, ho paura di non poter salvare nessuno, nemmeno me stessa.

Titolo: Ninfa Dormiente
Autore: Ilaria tuti
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Pagine: 478
Prezzo: 18,60 cartaceo (E.15,81 su Amazon) – 9,99 ebook
Data di uscita: 27 maggio 2019

QUI potete leggere le prime pagine di Ninfa Dormiente.

L’AUTRICE

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Da ragazzina voleva fare la fotografa, ma ha studiato Economia. Ama il mare, ma vive in montagna. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Il suo romanzo d’esordio, Fiori sopra l’inferno (Longanesi 2018), è stato un vero e proprio caso editoriale in Italia e all’estero, selezionato come Crime Book of the Month dal Times nel marzo 2019. Tra i punti di forza, un’ambientazione suggestiva e inquietante, uno stile fresco e maturo allo stesso tempo, un meccanismo narrativo impeccabile e una protagonista, Teresa Battaglia, da subito indimenticabile.

Carbonio Editore: viaggio nella casa editrice delle idee

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Da un po’ di tempo mi sentite parlare sul blog, in radio e nella trasmissione TV di una casa editrice giovane ma si propone di portare idee originali e capaci di fornire uno sguardo inconsueto della realtà. Carbonio Editore, infatti, propone un catalogo che coniuga fiction, non fiction e saggistica di qualità con testi del’8-900 e contemporanei. Ho quindi deciso di intervistarli per parlarne più approfonditamente.

Sto parlando di Carbonio Editore; la loro storia inizia a Milano nella primavera del 2016, con un debutto ufficiale in libreria ad aprile 2017. Due le collane attive da sempre, Cielo Stellato e Zolle, cui si aggiunge la neo-nata Origine.

Di tutto questo ho parlato a lungo con l’architetto Fabio Laneri che ha fondato la Casa Editrice nel 2016 insieme alla madre Fortunata De Martinis. Di seguito potrete sentire l’audio andato in onda su Ciao Radio nel quale ci ha dato – tra l’altro – molte anteprime su cosa potremo leggere nei prossimi mesi.

L’INTERVISTA

I LIBRI

Ecco i libri Carbonio Editore di cui ho parlato:
I Poteri delle Tenebre: il manoscritto ritrovato di Bram Stoker e Vladimir Asmudson (collana: Origini);
Panopticon: intervista a Jenni Fagan (collana: Cielo Stellato);
Il Test del Marshmallow: padroneggiare l’autocontrollo di Walter Mischel, intervista al Prof.Paolo Lagrenzi (collana: Zolle);
La Bellezza e L’arrivo delle Missive di Aliya Whiteley (collana: Cielo Stellato);
Il Talento del crimine: intervista a Jill Dawson (collana: Cielo Stellato);
Perfect Rigor di Masha Gessen ( collana: Cielo Stellato);
Saigon, Illinois: intervista a Paul Hoover (collana: Cielo Stellato);

Quando l’amore fa volare: intervista a Patrisha Mar

Tempo di lettura: 3 minuti

Finalmente l’estate sembra essere arrivata (ok, tutto in una volta come al solito, ma fino a ieri ci lamentavamo della pioggia, no?) e insieme a lei quelle letture che mettono di buon umore, intriganti e frizzanti che, ad essere oneste, fanno bene all’anima durante tutto l’anno ma che in questo periodo ci predispongono ancor di più alla bella stagione.

Sto parlando di “Quando l’amore fa volare” l’ultimo romanzo di Patrisha Mar, una commedia briosa, divertente e colorata (come la sua copertina) che non manca di sfatare alcuni pregiudizi e spingere il lettore a qualche riflessione, tra un sorriso e l’altro.

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26 maggio: World Dracula Day, in arrivo una nuova edizione

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Era proprio il 26 maggio di 122 di anni fa quando uscì per la prima volta Dracula di Bram Stocker, un cult soprannaturale che proprio quando si pensa abbia detto tutto è in grado di smentirsi. E’ infatti in libreria da alcuni giorni “I poteri delle tenebre: Dracula, il manoscritto ritrovato” (Carbonio Editore), un’incredibile scoperta a oltre un secolo di distanza, ideale per festeggiare in questa giornata dedicata al non-morto più famoso al mondo.

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Serie TV: Chambers

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Il 26 aprile è uscita per Netflix “Chambers”, una nuova serie paranormal ambientata in una zona rurale dell’Arizona dove sono presenti gli indiani Navajo ed è creata e prodotta da Leah Rachel. Nel cast figurano anche Uma Thurman, candidata agli Oscar, e Tony Goldwyn.

“Chambers” ruota attorno al personaggio di Sasha (interpretata dalla giovane attrice Sivan Alyra Rose), una ragazza di 17 anni che in seguito ad un arresto cardiaco subisce un trapianto di cuore, grazie al quale riuscirà a sopravvivere.

La vita dell’adolescente è tutta racchiusa nella sua piccola cittadina: vive con lo zio, Big Frank, che aiuta dopo la scuola nel suo negozio di acquariologia, è innamorata di Tj e sogna di aprire un negozio di estetica con la migliore amica Yvonne. Da quando, però, ha ricevuto questo nuovo cuore, iniziano a succedere strane: ha atteggiamenti inspiegabili, vuoti di memoria, rivede scene vissute dalla sua donatrice, inizia a comportarsi e agire come lei.

Sasha decide quindi di indagare sul mistero che c’è attorno alla morte sua donatrice, Becky, e alla sua ricca famiglia new age: la madre Nancy, il padre Ben e il fratello gemello Elliot. I genitori sembrano felici di accoglierla e aiutarla per mantenere vivo il ricordo della figlia così tragicamente e prematuramente scomparsa. Ma non è oro quello che luccica e ben presto Sasha si rende conto che la morte di Becky è molto più di una drammatica fatalità.

Questa in sintesi la storia, una serie – la prima stagione – piena di luci e ombre. Ecco in dettaglio i punti positivi e quelli negativi.

AMBIENTAZIONE

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“Chambers” è stato registrato ad Albuquerque.

L’Arizona è l’ambientazione ideale per questa serie dalle atmosfere ovattate, dall’aria rarefatta e i contorni sfumati. I colori sono quelli ocra di un’estate insopportabilmente calda, afosa e ricca di contrasti. Il deserto, quella terra gialla e spoglia e le tempeste di sabbia riescono a rendere bene gli stati d’animo dei protagonisti che sembrano perdersi in un eterno labirinto, dove dietro ogni angolo si annidano misteri e minacce. L’aridità di quella terra incolta come specchio dei rapporti interpersonali. La mancanza di ossigeno come l’assenza di dialogo. Il calore come tormento del vivere.

CONTRASTI

“Chambers” è una serie piena di contrasti, volutamente spinti ed enfatizzati nella realizzazione grafica come nei contenuti.

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Sasha, la protagonista, ha la pelle scura e gli occhi di un nero profondo, viene da una famiglia povera di origine indiana (Navajos), ha perso la madre quando aveva solo due anni, non va bene a scuola e non vede l’ora di finire per aprire una propria attività. La ragazza non ha grandi ambizioni – se non quella di sposare il suo amato fidanzato e condurre una vita serena e normale accanto allo zio. Di contro c’è Becky Lefebre, la donatrice del cuore, che era una ricca ragazza bianca dagli occhi azzurri e i capelli biondi, viveva in una mega villa in mezzo al deserto e frequentava la scuola più esclusiva della zona. Una adolescente viziata, nata in una famiglia con il culto new age (il padre Ben è uno Yogi) sulla quale riversavano alte aspettative.

Questi elementi vistosamente opposti si affiancano in “Chambers” ad altri più sottili come la spiritualità, che qui troviamo in due aspetti molto differenti: da un lato gli indiani Navajos – con una visione legata alla terra e alla percezione di una realtà che non è visibile con gli occhi, con le orecchie o con le mani – dall’altro una moderna e civilizzata cultura New Age, che aspira astrattamente ad un benessere individuale attraverso pratiche eclettiche basate sugli stili di vita, le filosofie, le religioni e le medicine alternative. Gli indiani e i loro strumenti grezzi fanno da contrasto alle pratiche high-tech e avveniristiche portate avanti dalla Annex Power, il centro spirituale New Age fondato da Ben Lefebre.

Anche i colori subiscono queste influenze: tutte le scene che riguardano il mondo di Sasha ricordano i colori della terra, l’ocra della sabbia, il rosso del deserto. Quando ci spostiamo nel mondo della famiglia Lefebre a dominare è il bianco, affiancato dall’azzurro (tutta la famiglia ha gli occhi azzurri) ghiaccio. Anche la natura attorno ai luoghi che frequenta questa famiglia sono inaspettatamente rigogliosi. Se da un lato – in quello degli indiani – regna il chaos, dall’altro è tutto pulito, essenziale, quasi asettico.

Uma Thurman è Nancy Lefebvre in “Chambers”.

Tutti elementi, questi, che rendono la serie metafisica e interessante su più livelli.

PARANORMALE

L’altro aspetto fondamentale della serie è l’elemento paranormale. Sasha riceve un cuore che la lega allo spirito di Becky, uno spirito che pare non abbia abbandonato del tutto questo mondo e, anzi, voglia far conoscere la propria storia e, ancora, determinarla.

Gli elementi paranormali nella serie sono davvero ben calibrati, si insinuano sotto pelle e che anche allo spettatore danno quella sensazione di averli solo immaginati. Sensazione che, tuttavia, acquista sempre più spessore e spazio fino a non poterne più negare l’esistenza, proprio come accade alle persone accanto alla protagonista, inizialmente (ovviamente) scettiche.

Sasha/Becky in “Chambers”

CONCLUSIONI

“Chambers” è una serie intrigante, interpretata da attori molto bravi (a partire da Sasha/Sivan Alyra Rose fino alla incredibile interpretazione di Nancy/Uma Turman e il bravissimo Ben/Tony Goldwyn), ricca di tensione e dalla fotografia spettacolare.

Tuttavia, alla fine della visione di questa prima serie non si può far a meno di restarne – almeno in parte – insoddisfatti. Ecco cosa non ci ha convinti:

*** Attenzione: da qui possibili spoiler ***

  • 10 puntate: troppe. Per le serie tradizionali è un numero esiguo, ma per “Chambers” sono troppe; ad un certo punto ci si rende conto che gli showrunner stanno allungato la minestra, avrebbero potuto farne 5 e nulla sarebbe cambiato. Certo, avrebbero potuto farne anche 20, però inserendo più idee al suo interno;
  • spiritualità indiana: poco sfruttata. Ho trovato estremamente interessante che la protagonista appartenesse a questa antica cultura e mi aspettavo che tale aspetto venisse approfondito ed esplorato, che fosse determinante. Purtroppo rimane tutto sullo sfondo, quasi un elemento di colore più che una chiave della storia. Peccato, credo sia un occasione persa;
  • il finale: un pasticcio. Ok, sappiamo che per tenerci incollati allo schermo gli sceneggiatori sono disposti a qualunque mezzo e spesso li perdoniamo se usano metodologie sensate e danno spiegazioni credibili. Purtroppo in questo caso la storia prende all’improvviso una piega inaspettata e non viene per niente spiegata. D’accordo che arriverà la seconda stagione (comunque, ad oggi 21/05/19 non
    ancora confermata-si parla di giugno per l’ufficialità) ma credo che gli spettatori avessero diritto a qualche dettaglio in più. Vi tranquillizzo, comunque: il mistero legato a Becky e alla sua morte viene risolto. Il punto, però, non è il non detto o il non spiegato quando si tratta di qualcosa di volontario e scelto, l’impressione è che abbiano sorvolato su tale aspetto perché anche loro non sapevano come spiegarlo. Un pasticcio, insomma.

*** Fine possibili spoiler ***

Luci e ombre, quindi, per la nuova serie Netflix che ha il grande pregio di essere coraggiosa (a partire dalla creatrice ai suoi primi lavori e dai protagonisti, quasi tutti giovani e semi sconosciuti) e catturare lo spettatore, ma che non è esente da difetti.

Il trailer italiano di “Chamber” la nuova serie teen horror di Netflix.

Liberati della brava bambina: intervista a Maura Gancitano

Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa possiamo imparare dalle storie che leggiamo? Già Aristotele ne aveva intuito l’importanza; sosteneva che l’imitazione della realtà, avesse l’effetto di purificare, sollevare e rasserenare l’animo da tali passioni, permettendogli di riviverle intensamente allo stato sentimentale e quindi di liberarsene. Quindi l’idea di basarsi sulle storie di 8 donne forti (del mito, della letteratura, di saghe e leggende) per leggere la contemporaneità risulta allo stesso tempo una idea intrigante e una riscoperta.

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