• Blog

    Recensione: Perfect Rigor di Masha Gessen

    Risolve uno dei sette “problemi del Millennio” (la Congettura di Poincaré), vince per questo il premio di 1 milione di dollari, gli offrono cattedre nelle più prestigiose università, si guadagna la medaglia Fields (l’equivalente del Nobel per la matematica e che viene assegnato, all’unanimità, solo ogni quattro anni, dalla comunità mondiale dei matematici al migliore di loro che abbia meno di 40 anni) e lui cosa fa? Rifiuta tutto questo, lascia il suo lavoro all’Istituto Steklov, si nega agli amici e alla stampa e si ritira in un appartamento nella periferia di San Pietroburgo,  con la sola compagnia della madre.

    Pazzo o genio? In “Perfect Rigor” (Carbonio Editore) la giornalista scientifica Masha Gessen cerca di entrare nella mente di Grigorij Perel’man per tracciarne la biografia e comprenderne le motivazioni.

    “Perfect Rigor”, dal canto suo, si presenta da subito come un libro inusuale.

  • Articoli,  Radio

    Saigon, Illinois: intervista a Paul Hoover

    Pensavamo di aver già esplorato in tutto e per tutto l’esperienza del Vietnam attraverso documentazione, letteratura, giornali. Eppure c’è una realtà ancora da sondare a fondo e di cui si è volentieri taciuto, non per censura, si intenda, ma perché lontana dall’immagine consueta che voleva i giovani americani entusiasti di buttarsi in una guerra devastante come quella, appunto, del Vietnam.

    Invece, ci sono stati ragazzi che avevano il solo desiderio di vivere una vita normale, proprio come Jim Holder il giovane protagonista di “Saigon, illinois” (Carbonio Editore) di Paul Hoover. Il ragazzo è appena uscito dall’Università e scegliere la strada dell’obiettore di coscienza, non avrebbe mai immaginato, però, che anche restando a casa avrebbe vissuto un suo personale Vietnam.