Parliamo oggi di una pietra miliare nella Storia della letteratura del novecento, per la prima volta tradotto dal persiano e pubblicato nella collana “Origine” di Carbonio Editore, dedicata proprio al recupero di grandi classici, riproposti in nuove traduzioni dalla lingua originaria.

“La civetta cieca” racconta la discesa agli inferi, il viaggio negli abissi della coscienza di un miniaturista di portapenne che ripercorre le vicende di un’intera vita, in un fluire di immagini che attraversano il giorno e la notte, l’amore e la morte quasi fosse un sonnambulo con la mente ottenebrata da oppio e alcol.

Un personaggio che ricorda molto l’autore, Hedayat, un libro senza tempo che appartiene a buon diritto ai capolavori del Novecento.

Una storia breve, in quanto a numero di pagine, ma intensissimo ed estremamente potente sia nel linguaggio che nelle immagini che nei contenuti, dove è evidente una critica sociale nemmeno troppo velata a istituzioni, tanto laiche quanto religiose, a modi di vivere e di pensare dell’Iran di quegli anni.

Parliamo de “La civetta cieca” con la Professoressa Anna Vanzan, iranista e islamologa che ha pubblicato numerosi saggi dedicati alle civiltà  del Medio Oriente, che ha curato la traduzione di questo libro.

L’INTERVISTA

L’AUTORE

Sadeq Hedayat (Teheran, 1903 – Parigi,  1951) è stato tra i massimi intellettuali  iraniani del XX secolo. Di famiglia nobile, frequentò un liceo francese a Teheran, per poi trasferirsi in Belgio, a Parigi e successivamente in India. Studioso della letteratura occidentale, della storia e del folklore dell’Iran, tradusse numerose opere in persiano e fu autore di romanzi, raccolte di racconti, saggi critici e opere teatrali. Morì suicida a Parigi. Pubblicato a Bombay nel 1936, La civetta cieca poté cominciare a circolare in Iran soltanto nel 1941, dopo l’abdicazione di Reza Shah Pahlavi, e tuttora subisce  una forte censura in patria.

LA TRADUTTRICE

Anna Vanzan (Venezia, 1955) iranista e islamologa, ha pubblicato numerosi saggi dedicati alle civiltà  del Medio Oriente. Nel 2017 ha ricevuto il premio  MIBACT alla carriera per il lavoro di traduzione dal persiano e la diffusione della cultura persiana in Italia.

2 commenti il La civetta cieca di Sadeq Hedayat: intervista ad Anna Vanzan

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