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Il Talento del crimine: Jill Dawson presto in Italia – intervista all’autrice inglese

Arriva in Italia in occasione del Noir in Festival di Milano (3-5 dicembre) l’autrice inglese Jill Dawson, ora in libreria con “Il Talento del Crimine” (Carbonio Editore).

Protagonista del romanzo la scrittrice di successo Patricia Highsmith che nelle campagne inglesi degli anni ’60 si troverà a dover svelare un mistero, proprio come quelli che lei stessa costruisce così minuziosamente nei suoi libri.

Tra ricostruzione storica e fiction, il romanzo di Dawson si dipana con naturalezza tra l’ambiente perfettamente ricostruito, la biografia della protagonista e numerosi segreti da svelare, interrogandosi sulle vere origini del male e ciò che porta a valicare il limite tra pensiero ed azione.

Non tutti sono capaci di uccidere, questa è un’idea fasulla. Tutti sono capaci di pensarci, naturalmente, e sono capaci di desiderarlo. Ma andare fino in fondo è un’altra cosa. È il crimine definitivo, un confine che in pochi attraversano.

Un libro interessante sotto molti punti di vista, intrigante e coinvolgente, dallo stile fluido e la trama trascinante. De “Il Talento del crimine” (di scrittrici, scrittura e psicologia) abbiamo parlato con la scrittrice inglese Jill Dawson in una interessante intervista.


LA TRAMA

Inghilterra, 1964. La celebre scrittrice americana Patricia Highsmith si è ritirata in un cottage nella piovosa campagna del Suffolk per scrivere il suo nuovo romanzo e sfuggire alle persecuzioni di un misterioso ammiratore. Ma la sua quiete viene interrotta dalla visita di un’affascinante giornalista, dal volto stranamente familiare… E quando da Londra arriva la sua amante, l’algida, elegantissima Samantha, il mistero si infittisce.
Tra segreti, sospetti, flashback e ombre del passato, Patricia si ritroverà all’improvviso in un incubo, vittima e allo stesso tempo raffinata artefice di un gioco mortale.
Ripercorrendo la vita di Patricia Highsmith e sulla falsariga dei suoi libri (gli appassionati vi troveranno numerosi richiami), Jill Dawson indaga gli spaventosi abissi della mente criminale e il misterioso potere della scrittura in un thriller psicologico ad alta tensione, ricco di suspense e atmosfera, proprio come i romanzi della stessa Highsmith.

Titolo: Il Talento del Crimine
Autore: Jill Dawson
Traduzione: Matteo Curtoni e Maura Parolini
Editore: Carbonio Editore
Collana: Cielo Stellato
Pagine: 250
Prezzo: 16,50 cartaceo (14,02 su Amazon) – 8,99 ebook
Data di uscita: 15 novembre 2018

L’AUTRICE

Jill Dawson è considerata una delle più talentuose scrittrici inglesi contemporanee. Nata a Durham nel 1962, ha studiato all’università di Nottingham, per poi trasferirsi a Londra nel 1983.

Attualmente vive nelle Cambridgeshire Fens.

Docente di scrittura creativa riconosciuta a livello internazionale, ha pubblicato nove romanzi e curato diverse antologie di poesie e racconti. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui l’East Anglian Book Award per Il talento del crimine.

Questo è il suo sito web: www.jilldawson.co.uk


L’ INTERVISTA

  • Prima di tutto, grazie Jill di essere qui. Nei prossimi giorni verrai in Italia per partecipare al “Noir in Festival”: è la prima volta che vieni nel nostro paese? Puoi raccontarci qualcosa in più a proposito degli incontri che ci saranno?

Sì, è la prima volta che vengo in Italia e sono davvero eccitata all’idea di visitare Milano. Farò tante interviste e i miei incontri ufficiali per il “Noir in festival” saranno il 4 dicembre dalle 17:30 alle 18:30 dove presenterò il mio libro con Ranieri Polese alla Libreria Feltrinelli Piazza Duomo (Galleria Vittorio Emanuele, Via Ugo Foscolo 1) e il 5 dicembre dalle 10:30 alle 12:00 ci sarà un evento dal titolo “The British Touch” dove converserò insieme a Sujata Massey e Sarah Pinborough, moderato da Adrian Wootton (CEO della Film London) presso la IULM University Aula 146 (Via Carlo Bo 1-Milano).

L’assistente del mio editore in Gran Bretagna è italiana e mi ha suggerito, essendo la mia prima volta in Italia, di andare obbligatoriamente al “Bar Basso” per un tipico aperitivo e di prendere un “Negroni sbagliato” il loro drink simbolo. E poi mi ha raccomandato di visitare la Fondazione Prada, con la sua brillante galleria d’arte moderna e un favoloso punto ristoro (Bar Luce) disegnato da Wes Anderson. Vengo con mio marito, un architetto, quindi senza dubbio mi godrò anche molti edifici. Non vedo l’ora di gustarmi tutto questo!

  • Il tuo romanzo si focalizza sulla figura di Patricia Highsmith: che cosa ti ha portato a scegliere proprio lei come protagonista? Che cosa ti affascina di questa scrittrice?

Ho letto e amato i primi romazi della Highsmith, in particolare “Il Talento di Mr Ripley”, “Il Grido della Civetta”  e “Acqua Profonde”. Ma non avevo idea che lei avesse vissuto vicino a me in un villaggio nel Suffold negli anni ’60. La tranquilla e confortevole campagna inglese sembrava un po’ incongrua per una texana solitaria e pungente! Ero incuriosita e andai a vedere dove aveva vissuto. Ho amato le sue eccentricità: la sua privacy, il suo coraggio nell’affrontare la sua sessualità, la sua intelligenza e le sue intuizioni psicologiche sulla natura della violenza e dei pensieri omicidi.

  • Leggendo “Il Talento del Crimine” ci si interroga sulla forza della scrittura. Cosa ne pensi in proposito? La scrittura può “dare forma” alla realtà e viceversa?

Parlando come scrittrice, ritengo che l’immaginazione sia straordinariamente potente. Ciò che immagino, ciò che evoco esisterà un giorno nella mente di un lettore, che mi sembra una cosa sia semplice che sorprendente. Uno dei romanzi di Highsmith, “Diario di Edith” tratta di un personaggio che preferisce il falso mondo che descrive nel suo diario alla realtà della sua vita solitaria e difficile. Quindi Highsmith stava già esplorando questo concetto. La stessa Highsmith aveva ammesso nelle interviste di immaginare di commettere un omicidio ogni giorno da quando aveva otto anni! Questo mi ha colpito, è molto strano e anche un po’ morboso. Volevo approfondire questo concetto e vedere da dove potrebbe provenire (e dove potrebbe condurla).

  • Nei tuoi libri mischi sempre la realtà alla finzione: come mai questa scelta? A volte, si dice, la realtà superi la finzione: cosa ne pensi e qual è il tuo rapporto con la realtà, con la finzione e con ciò che sta nel mezzo?

Da ragazza sono stata in terapia per molti anni, un training per diventare psicoterapeuta. Ero affascinata dal subconscio e da tutti gli aspetti della vita che non sono facilmente comprensibili per noi, ma si trovano appena sotto la superficie. Il mio interesse nello scrivere storie basate sulla vita di altri viene dalla mia passione per la psicologia. Mi piace considerare i “fatti” di una vita (per esempio che la madre di Patricia Highsmith l’ha abbandonata da giovane, o che ha avuto una tenera amicizia platonica con uno scrittore che era molto diverso da lei, lo scrittore inglese Ronald Blythe) e mostra tutti gli aspetti contraddittori e sorprendenti della psicologia di un personaggio. Preferisco farlo con fatti reali piuttosto che con quelli che ho inventato, che potrebbero sembrare un inganno.

  • Cosa ti piacerebbe restasse ai lettori una volta girata l’ultima pagina del libro?

Spero che ai lettori piaccia “Il Talento del Crimine”. Se la sua atmosfera restasse con loro come un “sogno vivido” (o magari un incubo?) ne sarei davvero felice perché è questa la mia definizione preferita di romanzo.

DOVE INCONTRARE JILL DAWSONDal 3 al 5 dicembre a Milano (e dal 6 al 9 dicembre a Como) si terrà la XXVIII edizione del “Noir in Festival” a cui parteciperà anche Jill Dawson, ecco quindi tutte le coordinate per non perdere gli incontri:

  • martedì 4 dicembre ore 17.30:
    • presentazione del libro “Il Talento del Crimine” con Jill Dawson;introduce e modera: Ranieri Polese;Feltrinelli Duomo (Galleria Vittorio Emanuele, Via Ugo Foscolo 1 – Milano);ingresso libero.
    mercoledì 5 dicembre ore 10:30-12:00:
    • incontro-convegnoThe British Touch: tre scrittrici a confronto“;saranno presenti: Jill Dawson, Sujata Massey* e Sarah Pinborough**;modera: Adrian Wootton, CEO di Film London ed esperto di letteratura crime.IULM – Aula 146, piano terra (Via Carlo Bo, 1 – Milano )ingresso libero;QUI i dettagli dell’incontro.

*Sujata Massey è nata in Inghilterra da madre tedesca e padre indiano. Cresciuta negli Stati Uniti, ha studiato scrittura alla Johns Hopkins University, ed è stata reporter per il Baltimore Evening Sun. Dopo aver soggiornato a lungo a Tokyo, ha scritto The Salaryman’s Wife, il primo libro della serie mystery di Rei Shimura che le è valso, tra gli altri, l’Agatha Award, l’Edgar Award e la pubblicazione in 18 paesi. Vive a Washington con la famiglia. I suoi ultimi libri pubblicati in Italia sono: “L’amante di Calcutta” (Neri Pozza/2016) e “Le vedove di Malabar Hill: Le inchieste di Perveen Mistry” (Neri Pozza/2018).

**”Dietro i suoi occhi” (Piemme/2017) è il primo thriller psicologico di Sarah Pinborough, in corso di pubblicazione in venticinque Paesi e rappresentato dagli stessi agenti di Paula Hawkins. Uscito in Inghilterra a inizio 2017, ha raggiunto immediatamente il primo posto assoluto della classifica del Sunday Times, e a seguire è stato un bestseller in America. Sarah scrive molto anche per la tv ed è autrice di diversi, pluripremiati romanzi YA tra cui Thirteen Minutes – Tredici minuti, che diventerà una serie tv per Netflix. Vive a Londra. Con Piemme ha pubblicato anche “L’amica del cuore” (2018). 

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