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I fiori non hanno paura del temporale: intervista a Bianca Rita Cataldi

Serena e Corinna sono due sorelle, hanno in comune la stessa madre ma le affinità finiscono qui, almeno all’inizio di questa storia in cui la piccola, detta Poochie, guarda con ammirazione la più grande ottenendo in cambio solo qualche smorfia e poco più. In fondo l’età dell’adolescenza è difficile per tutti e avere vicino una bambina di 6 anni può essere una seccatura. Le cose, però, sono destinate a cambiare presto.

“I fiori non hanno paura del temporale” è una grande storia al femminile, sono infatti tutte (o quasi) donne le protagoniste, ognuna con le proprie caratteristiche, ognuna piena di sfumature e angoli da illuminare.

Bianca Rita Cataldi ha dipinto un affresco senza tempo di una famiglia non proprio convenzionale ma dove gli affetti sono il filo conduttore, a partire dalle zie defunte che assistono, dalla cappella di famiglia al cimitero, alle decisioni più importanti quasi fosse un vero consesso delle antenate riunite.

Di questo e molto altro ho parlato con l’autrice in questa intervista andata in onda su Ciao Radio.

TRAMA

Bologna 1997. La stanza è in penombra e i libri e le musicassette sono sparsi dappertutto. Distesa sul letto, la camicia a quadri e i Nirvana sparati nelle orecchie dal walkman, Corinna muove i piedi a tempo e non stacca il naso dalla pagina. Ha sedici anni, i capelli rossi come fili di rame e un viso ricoperto di lentiggini su cui spiccano due occhi d’acciaio. È la figlia del primo grande amore di sua madre che se ne è andato poco prima del parto. Serena, detta Poochie, ha sette anni, i capelli scuri stretti in due codini fermati da elastici a forma di arcobaleno ed è la sua sorellastra. Il suo desiderio più grande è farsi considerare da quella sorella maggiore così misteriosa, sempre rintanata dietro le pagine di un libro e con le cuffie calcate sulla testa. Vivono in una grande e caotica tribù allargata in cui vige il matriarcato e dove per ogni decisione ci si rivolge al consesso delle antenate riunite nella cappella di famiglia al cimitero. Una famiglia fatta di donne dal sangue cocciuto e in cui nessuna tristezza può resistere di fronte al sapore magico di un tiramisù al pistacchio. Eppure l’equilibrio familiare comincia a vacillare quando Corinna riceve una strana scatola da scarpe chiusa malamente con del nastro adesivo. Dentro ci sono degli oggetti apparentemente scollegati tra loro, ma che sono l’ultimo regalo del suo vero padre, scomparso improvvisamente in un incidente. Corinna non ha dubbi: quegli oggetti hanno un significato e lei deve scoprirlo. Decide così di partire, insieme a Serena, per una caccia al tesoro per le vie di Bologna. La scatola in borsa e un sogno tra i capelli ribelli: trovare il segreto delle sue radici e, inevitabilmente, la propria strada nel mondo.

AUTRICE

Bianca Rita Cataldi è nata nel 1992 a Bari, laureata in Filologia Moderna, diplomata al Conservatorio, ha appena vinto un dottorato a Dublino. Lavora come editor e ghostwriter.

È stata finalista al Premio Campiello Giovani 2009, è socia ordinaria dell’EWWA (European Writing Women Association) e del Movimento Internazionale Donne e Poesia.

 

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